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Discussione: Resiliente Natale!

  1. #1
    Administrator Pinguino reale L'avatar di paola
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    Predefinito Resiliente Natale!

    “Sereno Natale” è indubbiamente uno degli auguri più diffusi, per una festa che è tutto sommato chiassosa e rumorosa. Certo diventa difficile predisporsi alla festa quando, nel ritrovarsi, pesa quel posto vuoto a tavola, quella telefonata che non arriverà più, quell’abbraccio che puoi solo sognare, oppure quando non hai più un lavoro, quando vedi qualcuno a cui vuoi bene stare male, quando con una diagnosi sono state appena distrutte le tue aspettative, o ancora quando sai che che ti aspetta un nuovo anno in salita, pieno di incertezze, in cui bisognerà trovare ancora la forza di stare in piedi per affrontare l’ennesima difficoltà. Eppure, forse è proprio questo il senso vero del Natale, ovvero di una famiglia che festeggia la vita, rappresentata dalla nascita, nonostante avvenga in una stalla, e la culla sia una mangiatoia, famiglia che si stringe a protezione e supporto. Forse è per questo che quando la famiglia diventa imperfetta, spezzata o con al suo interno un vuoto non si capisce più il senso del Natale, e con esso, della vita stessa. Questo perché ormai siamo abituati a fermarci all’apparenza (la famiglia perfetta e felice), senza soffermarci a cercare di guardare oltre (la mangiatoia con il bue e l’asinello), ovvero le difficoltà e l’imperfezione di quella stessa famiglia, che trova nel rendere omaggio, con gioia, al nuovo nato la propria resilienza, raggiungendo così la tanto augurata serenità, non come condizione caduta dall’alto, ma come predisposizione d’animo alla vita nella sua magia, ma con la determinazione ad affrontarla nella sua interezza. Concludo augurando... resiliente Natale a tutti!!
    "Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono e per questo si chiama presente"

  2. #2

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    Cara Paola mi auguro che abbiate passato delle buone feste nonostante tutto. Hai centrato il punto oggi il Natale è vissuto più che altro come una festa rumorosa e consumistica, si è perso il senso del Natale! Gesù è senz altro quel figlio alternativo diverso che spavento' tanto Giuseppe.... ma che poi accolse (non era figlio suo l ha adottato in brevi parole) è arrivato in una stalla sono dovuti scappare ecc ecc il presepe è il simbolo della famiglia e che per la famiglia si può fare ogni cosa. La cosa più importante di questo messaggio e riuscire ad accogliere il prossimo cosi come ci viene Donato anche quando è diverso e ci spaventa.bisogna trovare la firza e il senso propio dalla forza di questa famiglia nella nostra per andare avanti anche quando ce un posto vuoto o una diagnosi che fa paura..sono certa che nel cuore quel posto vuoto non ce petche le persone anche quando non ci sono piu vivono nei nostri cuori e che potremo affrontare tutte le diagnosi l importante e farlo insieme ai propio cari. Il peso così si divide un po e tutto è più affrontabile.buona continuità a tutti.
    Anna,mamma di jaja 8 anni.

  3. #3

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    In questi giorni ho letto un libretto minuscolo, Paola, che mi ha proprio fatto riflettere sul tuo (non ce la faccio a scrivere POST, mi fa schifo 'sta parola, mannaggia!) biglietto di auguri di Natale per noi.
    Per ricambiare, ti/vi riporto qualche stralcio, se vi capita tra le mani bevetelo a vetro, d'un fiato.

    "...Fuori c'è una città che si chiama Bet Lèhem, Casa di Pane. Tu sei nato qui, su una terra fornaia. Tu sei pasta cresciuta in me senza lievito d'uomo. Ti tocco e porto al naso il tuo profumo di pane della festa, quello che si porta al tempio e si offre.

    Si offre? Che sto dicendo, Signore mio, che sto dicendo? Si offre? Ma perché? E perché figlio nasci proprio qui in Casa di Pane? E perché dobbiamo chiamarti Ieshu? Cosa mi è uscito di bocca: pane, offerta? Non sia mai, no tu non sei pane, tu sei uno dei tanti marmocchi che spuntano al mondo, uno degli innumerevoli che nemmeno si contano e brulicano sulla faccia della Terra. Tu non sei niente di speciale, sei un piccolo ebreo senza importanza che non deve dimostrare niente, non deve fare altro che vivere, lavorare, sposarsi e avere il necessario.
    Signore dei mondo, benedetto, ascolta la preghiera della tua serva che adesso è una madre. Quando nasce un bambino la famiglia si augura che diventi qualcuno, intelligente, si distingua dagli altri. Fa' che non sia così. Fa' che questo brivido salito sulla mia schiena, questo freddo venuto dal futuro sia lontano da lui. Lo chiamo Ieshu come vuoi tu, ma non lo reclamare per qualche tua missione. Fa' che sia un cucciolo qualunque, anche un poco stupido, svogliato, senza studiio, un figlio che si mette a bottega di suo padre, impara il mestiere, lo prosegue.
    ...
    Fa' solo che questo bambino sia nessuno nella tua storia, fa' che sia un uomo semplice, contento di esserlo e che si arrabbi soltanto con le mosche."

    di Erri de Luca "In nome della madre"

    Fate voi le opportune sostituzioni nel testo.
    Buon -resiliente-2018.

    Sabrina, Beppe, Amos e Paolo

  4. #4

  5. #5
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    Grazie a entrambe e mi sa che hai ragione Dorothea!! La resilienza ci servirà più nel 2018 che a Natale
    Questo libro di Erri De Luca non l’ho letto, lo metto nei buoni propositi 2018

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