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Discussione: The Simple Interview - Giovanni e Giacomo Mazzariol

  1. #1

    Predefinito The Simple Interview - Giovanni e Giacomo Mazzariol

    Non so se è la sezione giusta per postarlo.. il video merita, complimenti a dei fratelli meravigliosi.. questo penso vuol dire famiglia.

    http://www.huffingtonpost.it/2015/04..._6983510.html?

    "Ogni persona è unica. Chi è un Down? Non lo so, ma posso dirvi chi è mio fratello Giovanni". Con queste parole Giacomo Mazzariol, diciottenne di Castelfranco Veneto (Tv), ha lanciato nel web un video straordinario sull'amore fraterno e sulla vita famigliare dei bambini affetti dalla sindrome di Down.

    Il protagonista di "The simple interview" è il piccolo Giovanni, 12 anni, che finge di andare a un colloquio di lavoro con la valigetta, vestito di tutto punto. Alle domande del possibile datore di lavoro risponde con semplicità e tenerezza, mentre i flash-back mostrano momenti diversi della sua vita quotidiana con le sorelle Chiara e Alice e i genitori Katia e Davide.

  2. #2

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    Famiglia vuol dire tante cose...ma questo vuol dire famiglia felice!
    Il video e' bellissimo.

  3. #3

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    il video di per sè è gradevole e devo dire che il ragazzino è davvero bravissimo!
    Però ...non trovate che il quadro che ne esce lasci un po' di amaro in bocca? Che messaggio viene trasmesso sulle REALI potenzialità dei ragazzi down? possiamo pensare di permettere ai nostri figli di fare i giullari a scuola o di giocare per tutto il giorno ?e soprattutto, possiamo permettere agli altri di pensare che i down siano solo dei simpatici eterni ragazzi?
    Non vi pare che sia anche questo il messaggio che trasmette questa storia ? Sollecito pareri

  4. #4

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    Quote Originariamente inviato da mela Visualizza il messaggio
    il video di per sè è gradevole e devo dire che il ragazzino è davvero bravissimo!
    Però ...non trovate che il quadro che ne esce lasci un po' di amaro in bocca? Che messaggio viene trasmesso sulle REALI potenzialità dei ragazzi down? possiamo pensare di permettere ai nostri figli di fare i giullari a scuola o di giocare per tutto il giorno ?e soprattutto, possiamo permettere agli altri di pensare che i down siano solo dei simpatici eterni ragazzi?
    Non vi pare che sia anche questo il messaggio che trasmette questa storia ? Sollecito pareri
    In effetti il passaggio in cui Giovanni fa il giullare a scuola e' quello che mi piace di meno. A lezione si va per imparare, non per intrattenersi, anche se i momenti ludici e goliardici non possono mancare, sono fra i nostri ricordi piu' belli insieme alla nostra classe! Ma forse li' festeggiava il suo successo per aver risolto un'operazione alla lavagna, non si capisce.

    Se dovessi parafrasare il messaggio che arriva a me, direi che il mondo cosiddetto produttivo non e' in grado di comprendere le potenzialita, le capacita' e neanche di valutare in maniera corretta una persona disabile, perche' tutte le valutazioni si basano su competenze acquisite in maniera convenzionale, messe in relazione a una data mansione ed espresse durante l'espletamento di quella mansione. Fra tanti curriculum uguali, a chi si concede il periodo di prova? A chi si vende meglio, e' questione di saperlo fare, di essere abbastanza sofisticati, di essere consapevoli che la prima impressione e' quella che conta e magari di condividere questa convinzione.

    Mi rendo conto che anche questa definizione e' riduttiva, perche' la persona con sdD non e' solo capace di fare la mascotte e di portare gioia e tenerezza nell'ambiente in cui vive. Infatti il nostro Giovanni sembra portato per la cucina, il servizio, il giardinaggio...e ha solo dodici anni! Io ne conosco di ragazzi normodotati, piu' grandi di lui, che non mollano il controller per prendere le cesoie manco per finta. E nonostante lo scarso impegno scolastico, mai si sognerebbero di intraprendere una professione umile, con mansioni semplici.

    Inoltre vedo il grande amore in cui e' immerso Giovanni nel suo ambiente famigliare. Questo non puo' che scaturire dalla combinazione di cuori attenti alla felicita' degli altri. Io non so ancora come sara', ma so che il nostro piccolo ci proporra' i suoi bisogni e noi risponderemo meglio che possiamo, sorridendo finche' avremo forza!

  5. #5

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    Si diciamo che da un lato si percepisce che dietro questi fratelli c'è sicuramente una bella famiglia unita e allegra, forse era un po' anche questo il messaggio che si vuole trasmettere...le famiglie con figli down si possono e devono divertire come tutte le altre. Non è un messaggio scontato in alcune realtà ...
    Boh io lo prenderei come un affettuoso e simpatico omaggio di un diciottenne al fratellino, niente di più ...con la speranza che a scuola si comporti un po' meglio di come sembra e che il padre non se lo tenga in braccio quando guida per strada

  6. #6

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    Anche a me il video dà sensazioni contrastanti...da una parte mi sembra che l'idea, se ho capito bene il messaggio, sia quella di mettere in discussione la "prima impressione" per dare spazio alle vere potenzialità che ognuno nasconde (penso che quello che Giovanni risponde alle domande del "datore di lavoro" rappresenti in qualche modo ciò che l'altro si aspetta che lui risponda...), e questa idea mi piace molto.
    Un'altra lettura potrebbe essere che le sue risposte sono quello che riesce a comunicare in prima battuta, come se non riuscisse a mostrare le proprie potenzialità a chi non ha occhi ed orecchie attente a coglierle (un po' quello che diceva Dorothea sul mondo produttivo, ma che io allargherei anche ad altri ambiti) e questa lettura è molto più triste, ma anche molto vera per certi versi e in certi contesti...
    Dall'altra parte è vero che l'immagine che rimane più in mente (sopratutto se penso al pubblico di massa che potrebbe vederlo e che senz'altro non è attento come possiamo esserlo noi a coglierne le sfumature...) è quella del "cucciolotto buffo"...che non è esattamente edificante e non è quello che spererei comunicasse un video pensato per "fare cultura" rispetto alla realtà delle persone con Sindrome di Down...ma forse non era questo lo scopo del regista Giacomo, vista la premessa che ha voluto fare (e che forse sarebbe stato bello comparisse anche nel video...): "Chi è un Down? Non lo so, ma posso dirvi chi è mio fratello Giovanni".
    Per chiarezza e per rispetto verso i protagonisti del video: non sto dicendo che Giovanni di per sè dia l'idea del cucciolotto buffo, perchè se lo si legge come un "omaggio" affettuoso e un po' ironico del fratello maggiore al suo fratellino ci sta che ci siano tutte queste immagini un po' caricaturali dei lati più simpatici e dolci del suo carattere...il problema è che quando un video di questo tipo finisce col diventare "virale" e "commuovere il web" (come ho letto da qualche parte in un sito che ne riportava il link) cessa di essere un messaggio d'amore tra fratelli e rischia di essere letto come un "manifesto", sopratutto se è accompagnato, come in questo caso, da frasi che sembrano voler comunicare una "morale" rispetto all'atteggiamento da avere verso la realtà che vi è rappresentata...e per questo mi rimangono un po' di perplessità...più su quello che potrebbe cogliervi il pubblico di massa che non sul messaggio che originariamente voleva comunicare nell'intenzione del regista...che ripeto, secondo me è più profondo di quanto potrebbe sembrare...
    Margherita, sorella di Elena...da sempre!

  7. #7
    Administrator Pinguino reale L'avatar di kokoro
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    A me questo video ha lasciato l'amaro in bocca e in alcuni punti mi ha fatto proprio arrabbiare…
    Trovo fantastico che un fratello di 18 anni si sia messo in un'avventura simile, trovo commovente che sia la prima volta che riesce a parlare di suo fratello in pubblico, sono certa che i suoi intenti sono assolutamente lodevoli e che il suo obiettivo era assolutamente positivo e francamente visto il successo del video probabilmente ha ottenuto il suo scopo.
    Ma io mi chiedo: e' davvero questo il messaggio che vogliamo dare dei nostri figli o fratelli? Con tutto quello che facciamo per un'inclusione scolastica reale, battaglie per ore di sostegno, insegnanti all'altezza perché non si tratta di intrattenente o sorvegliare, ma di far studiare e imparare… La scena della scuola e' per me assolutamente inaccettabile. E poi davvero i nostri figli non sanno dire la loro età a 12 anni? Davvero dopo un colloquio di lavoro andato "male" o meglio in cui non e' riuscito a esprimere il proprio mondo deve uscire allegro e felice saltellando? Della serie sempre "felici e contenti" nonostante tutto… Davvero non c'era modo di raccontare le potenzialità di quel ragazzo pur non nascondendo le sue difficoltà? I sogni c'erano e anche i suoi talenti, perché negarli con frasi tipo: voglio stare con la mamma, non so fare niente, non ho mai avuto successo, o frasi fuori contesto tipo: vuoi una caramella?
    Davvero non possiamo lasciargli fare un canestro dopo averne sbagliati 10 invece che fargli segnare un gol per compiacerlo? Davvero dobbiamo mostrarlo in macchina con il padre che lo fa guidare (cosa per altro pericolosa e contro ogni buon senso!)? Non e' meglio vederlo divertirsi in una giostra o guidare un autoscontro? Il fratello nelle interviste dice che vuole avvicinare il mondo normale a quello di suo fratello, e dimostrare che non c'e' differenza… Vuole dire che basta essere semplici per essere felici? Ma davvero l'immagine che vogliamo dare dei nostri figli e' che sono semplici?
    Non lo so non c'e' davvero nulla che mi convince, mi sembra che i luoghi comuni contro cui combattiamo ci siano davvero tutti e che l'immagine della scuola che da' sia deprimente e le possibilità di inclusione lavorativa che dimostra sia nulla, l'unica cosa che mi rimane di positivo e' l'amore di questo fratello e l'ambiente famigliare allegro e spensierato, ma questo ha a che fare con una sfera privata che noi tutti ben conosciamo.
    Kokoro... con l'accento sulla terza ò!
    Ovvero Martina, mamma di Giulia (17 anni), Emma (14 anni SdD), Cesare (13 anni)

  8. #8

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    Quote Originariamente inviato da kokoro Visualizza il messaggio
    .

    l'unica cosa che mi rimane di positivo e' l'amore di questo fratello e l'ambiente famigliare allegro e spensierato, ma questo ha a che fare con una sfera privata che noi tutti ben conosciamo.
    Noi si Martina, però tieni presente che non tutti hanno questa idea ...ricordo un post abbastanza recente di un'utente che non ha figli down ma chiedeva di essere ammessa all'area privata dei genitori per capire cosa si prova nel profondo della disperazione o qualcosa di simile...forse se siamo a questo livello, in questo caso qualche spunto di riflessione questo video lo può dare

    Io mi chiedo come è stata realizzata la scena del ragazzino in auto col padre ...ho notato che dal paesaggio nel finestrino, sembra che l'auto si muova veramente, che perizia tecnica! Non voglio pensare che fossero veramente su strada!!!!
    O forse sono io molto ignorante in materia, ma la regia del filmato mi sembra veramente da esperto...

  9. #9

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    A me invece il video ha dato l'impressione di un ragazzino (il minore) che prende in giro volutamente la seriosità e la rigidità del colloquio di lavoro (che diciamocelo, spesso non sono il massimo, molto ottusi e poco propensi ad accogliere la dimensione globale di una persona).
    E che risponde pure sbagliando, apposta.. per aggiungere un quid di follia, di spensieratezza, di "altro" a una intervista che avrebbe generalmente risposte standard e stereotipate.
    Però se penso a quanto ha detto Kokoro, mi ricredo profondamente e rivaluto il mio giudizio troppo affrettato.

  10. #10

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    Quote Originariamente inviato da mela Visualizza il messaggio
    ...ricordo un post abbastanza recente di un'utente che non ha figli down ma chiedeva di essere ammessa all'area privata dei genitori per capire cosa si prova nel profondo della disperazione o qualcosa di simile...forse se siamo a questo livello, in questo caso qualche spunto di riflessione questo video lo può dare
    Per capire o per farci capire cosa si prova nel profondo della disperazione?
    Da una richiesta del genere mi aspetterei piu un apporto del secondo tipo.

  11. #11

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    Dorothea, volevo dire che quell'utente pensava che fra I genitori / familiari di ragazzi down, ci possa essere solo disperazione (non so perché chiedesse di accedere a quell'area ma non è questo il punto , comunque era principalmente disperazione che pensava di trovare ) e questo video racconta che non è necessariamente cosi.

  12. #12

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    Sinceramente anche a me ha messo tanta tanta tristezza. Provo sicuramente tenerezza per questo ragazzo diciottenne che nel bene o nel male
    ha comunque pensato al suo fratello con l'intento sicuramente di renderlo "protagonista" per una volta con questo video.
    Ma a mio avviso i messaggi trasmessi sono davvero un po' riduttivi, non sapere la propria età a 12 anni mi fa tornare indietro di cinquant'anni fa quando
    i ragazzi down forse non riuscivano neppure a dire il proprio nome.
    Di sicuro il suo obiettivo era positivo.... ma non mi è piaciuto

    Livia

  13. #13

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    Avevo colto e ho fatto un commento un po' sarcastico. In effetti fatico a comprendere le persone che cercano di avvicinarsi a un mondo che loro presumono carico di dolore e provano a capirlo con il loro metro di giudizio: non ne vedo il beneficio per nessuno, sinceramente. Ma non volevo andare off topic. Pardon!

  14. #14
    Administrator Pinguino reale L'avatar di zioudino
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    Io l'ho trovato divertente, sicuramente non molto costruttivo o "istruttivo", ma comunque fresco e ironico. Sicuramente qualcosa andrebbe rivisto...come la scena della scuola, effettivamente non così "riuscita"
    Tutta la vicenda va però vista, secondo me, con una chiave di lettura che non rispetta la realtà....è tutto un grande paradosso...
    Chiunque, ad un colloquio di lavoro, cercherebbe di dare il meglio di se...di raccontare ciò che è in grado di fare per convincere il datore di lavoro ad assumerlo.
    Qua invece vediamo l'esatto contrario...laddove ci sono competenze (il bambino ha esperienza in cucina, serve al tavolo i famigliari, fa giardinaggio) dice di non avere esperienze lavorative, quando viene chiesto cosa vuole fare da grande (e si vede lui sul camion dei pompieri, che suona la batteria o la chitarra) risponde che vuole stare con la mamma, quando gli viene chiesta l'età sbandiera la scritta dei suoi 12 anni e poi dice di averne 7, ecc...
    E' un cortometraggio, quindi come un film, non per forza deve rispettare la realtà (come guidare in braccio al padre...nessuno lo farebbe mai fare al proprio figlio...o quasi .......Ok, beccato.....ma solo per fare le manovre e mettere l'auto in garage...giuro ).
    Ma scusate....non è già solo un grande paradosso che un bambino di 12 anni vada a fare un colloquio di lavoro?
    Ultima modifica di zioudino; 08-04-2015 a 19:27
    L'anatroccolo non diventa cigno ma vola lo stesso

  15. #15

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    Quote Originariamente inviato da dorothea Visualizza il messaggio
    Avevo colto e ho fatto un commento un po' sarcastico. In effetti fatico a comprendere le persone che cercano di avvicinarsi a un mondo che loro presumono carico di dolore e provano a capirlo con il loro metro di giudizio: non ne vedo il beneficio per nessuno, sinceramente. Ma non volevo andare off topic. Pardon!
    Ma figurati non hai nulla di cui scusarti

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