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Discussione: fluoxetina (prozac) come possibile cura??

  1. #16

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    Grazie per averci segnalato l'articolo e grazie per le tue spiegazioni.
    La notizia l'avevo già letta e commentata anche sul blog di luna, ed ero arrivata esattamente alle tue conclusioni! Soprattutto per il fatto che le analisi prenatali acquisterebbero tutto un altro senso...
    Non sapevo fosse il famoso prozac, ma immaginavo che un antideoressivo non sia esattamente acquq fresca. Ma mi è sembrato un risultato talmente eccezionale che veramente dovrebbe rivoluzionare la ricerca sulla sindrome!
    Vi rendete conto? Un farmaco che annulla il ritardo cognitivo!!!
    Ora non pensqte a vostro figlio, perchè se ho capito bene il farmaco agisce sulla neurogenesi, quindi prevalentemente in fase uterina e per un breve periodo dopo la nascita (per quanto riguarda l'ippocampo). Ma mettetevi nei panni di una donna al 3 mese di gravidanza. Se vi dicessero che vostro figlio ha la sdd, ma che una cura gli permetterà di avere uno sviluppo cerebrale nella norma? Certo il medicinale potrebbe avere qualche effetto collaterale, come tutti i farmaci, ma io dico che con gli opportuni controlli sia una cosa fattibilissima!
    Certo resta da vedere se l'effetto positivo si ha anche sugli esseri umani...ma è comunque un grande messaggio per il mondo scientifico a proseguire in questq direzione!
    Veronica, mamma di Luna (SDD 6), Aramis (4) e Eliot (15 mesi).

  2. #17
    Administrator Pinguino reale L'avatar di zioudino
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    Riprendo questo vecchio 3d su una sperimentazione che nel tempo è passata dai topi...all'uomo. Se infatti nel 2013 la somministrazione della fluoxetina era stata fatta solo sui simpatici animaletti a 4 zampe, adesso la ricerca è proseguita a tal punto, e con tali risultati, da estenderla sulle persone.
    La sperimentazione si svolge in contemporanea negli USA e in Italia, ma con due modalità diverse. Mentre a Dallas la somministrazione viene fatta a feti di donne in gravidanza alla quale è già stata diagnosticata la presenza della Trisomia21....a Napoli il farmaco viene invece dato a bambini in età compresa tra i 5 e 10 anni.
    Riporto da un articolo trovato in rete... L’idea di usare la fluoxetina per trattare la sindrome di Down prende spunto da alcuni studi su modelli animali della malattia secondo cui il farmaco – che agisce aumentando la disponibilità del neurotrasmettitore serotonina – sarebbe in grado di ripristinare la neurogenesi e le performance cognitive. L’idea infatti è che anche problemi di neurogenesi siano all’origine delle anomalie cerebrali nel cervello delle persone con trisomia 21.

    Cosa ne pensate?
    L'anatroccolo non diventa cigno ma vola lo stesso

  3. #18

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    Sai che proprio non so cosa pensare? Da un lato mi viene da esultare....dall'altro penso che non riuscirei a far fare sperimentazione su mio figlio. Lo so che i medicinali vanno sperimentate sulle persone....ma ognuno decide di rischiare. Qui si parla di bambini....Che situazione ansiogena.....
    ......basta guardarsi negli occhi per scoprire il nostro percorso.....il percorso dell' Amore.

  4. #19
    Administrator Pinguino reale L'avatar di kokoro
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    La strada è ancora molto lunga... Parliamo di un farmaco che in gravidanza (da bugiardino) non andrebbe somministrato, i danni causati dall'assunzione in gravidanza sono provati, mentre per provare che ci sono benefici sulla sindrome di Down ci vuole ancora un bel pezzo di strada.
    Io credo che la ricerca debba fare il suo corso, ma starei attenta ad accelerare i tempi della sperimentazione umana e soprattutto ci andrei cauto prima di dare illusioni alle famiglie e agli adulti con sindrome di Down.
    Kokoro... con l'accento sulla terza ò!
    Ovvero Martina, mamma di Giulia (16 anni), Emma (13 anni SdD), Cesare (12 anni)

  5. #20

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    Guardando i numeri, a me sembra il classico studio apri-pista fatto per arrivare a conclusioni non significative, ma interessanti, al punto da evidenziare la necessità di una ricerca sostanziosa, con fondi appropriati e un numero congruo di partecipanti.
    Negli USA parliamo solo di 21 gravidanze, su cui effettivamente 14 feti riceveranno il farmaco e 7 il placebo: sarà una statistica molto limitata. Inoltre noi sappiamo che la sindrome si presenta con differenti situazioni di base, con diversi gradi di ritardo mentale, ma anche diverse combinazioni di deficit neurosensoriali oltre che di condizioni mediche, quali cardiopatie, atresie, e altre patologie che richiedono interventi chirurgici o cure tali da rallentare ulteriormente lo sviluppo psicomotorio dei nostri bimbi. Sarebbe interessante conoscere gli indicatori per i risultati di performance e capire come sono stati resi omogenei e confrontabili i soggetti. Siccome la somministrazione è prevista per i primi due anni, avrà un peso anche la realtà ambientale e socio culturale in cui il piccolo ha vissuto la primissima infanzia.
    Circa la descrizione degli effetti dose-dipendenti, se per un bimbo basta calcolare il dosaggio sul peso, è un'incognita sapere quanto del farmaco attraversi la placenta: sono molti i fattori in gioco, sia materni, ad esempio il metabolismo (basti pensare al diabete gestazionale), sia fetali.
    Leggo che la fluoxetina è fortemente controindicato in caso di cardiopatie e in utero circa il 50% dei nostri bimbetti le ha. Anche il mio Paolo aveva un CAV, poi risoltosi prima della nascita. Avrei accettato, io, di rischiare di non averlo sano o vivo per averlo più performante? NO. Ma questo è il mio punto di vista.

    Circa lo studio italiano, non ritrovo le informazioni quali eleggibilità dei partecipanti, metodologia e via dicendo. Leggo che la fluoxetina, somministrata in età evolutiva, ha effetti negativi sulla crescita, oltre ad essere tacciata di provocare disturbi antisociali, manie suicide e istinti violenti, documentati in occasioni della strage di Columbine, del Politecnico della Virginia e in molti altri fatti di cronaca nera con giovani e adolescenti per protagonisti.

    Concludo quindi che siamo agli albori di una ricerca che prenderà molto tempo, perché decisamente complessa e destinata a molte controversie.

    Mi ricordo che si parlò anche della memantina per trattare la sindrome, credo che la sperimentazione sia in corso. Seguiamo anche quel trial, dovrebbe finire prima di questo.
    prendi il vento e guarda l'orizzonte...

  6. #21

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    avevo letto questa discussione su fb nel gruppo "genitori di ragazzi con la sindrome di down" e da quel che mi è sembrato di capire, 5 persone che alcuni compenenti del gruppo conoscono hanno accettato la sperimentazione sui propri figli e terranno aggiornati il gruppo. Non ho letto tutti gli innumerevoli commenti perchè comunque io non sarei favorevole a una sperimentazione su mio figlio, ma se a qualcuno interessa pare proprio che inizierà a breve anche in Italia e parlano proprio del farmaco prozac.
    noi sorteggiati dal computer di Dio!!

  7. #22

    Predefinito Lettera aperta - la pillola del suicidio ai bambini down?

    Quote Originariamente inviato da moneypenny Visualizza il messaggio
    Leggete un pò...
    Sindrome di down. Un antidepressivo per curarla
    Uno studio italiano, condotto su topi, rivela che ...
    Lettera aperta - la pillola del suicidio ai bambini down?

    Egregio signor Ministro,

    Il nostro Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ha appreso recentemente della notizia sollevata dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri sulla rivista Cronaca Sociale e divulgata sui media locali e nazionali della prossima sperimentazione del Prozac (fluoxetina) per la sindrome di Down.

    Secondo i quotidiani, a suggerire la possibilità che la fluoxetina possa avere un effetto sulla sindrome è stato uno studio italiano su topi da laboratorio , pubblicato nel 2014 dalla rivista Brain. Secondo la dott.ssa Renata Bartesaghi, docente del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell'università di Bologna, la dimostrazione che il Prozac possa funzionare anche sugli uomini è però ancora lontana: «Non è detto che nell’uomo l’effetto sia lo stesso, e fino alla dimostrazione non si possono illudere le famiglie. Stiamo per iniziare a Napoli un test su bambini tra i 5 e i 10 anni, che riceveranno la dose di Prozac permessa a questa età, e speriamo di avere delle prime indicazioni». L’esperimento italiano, prosegue la dottoressa Bartesaghi «è un approccio che suscita un po’ di perplessità, anche perché le dosi utilizzate saranno molto più alte ».

    Sui social la notizia si sta diffondendo a macchia d’olio raccogliendo le reazioni sdegnate di varie associazioni, istituti scientifici, e altri, ma soprattutto di genitori e cittadini. Secondo il dott. Roberto Cestari, medico e Presidente dello scrivente comitato: “La sindrome di Down è una anomalia genetica del cromosoma 21. Non esiste alcuna possibilità per la scienza medica attuale di intervenire a livello genetico e riportare alla normalità l’intero corredo genetico, tantomeno, ovviamente, con la fluoxetina. Si tratta pertanto di un intervento sperimentale atto casomai alla modificazione del comportamento. Percorrendo questa strada apriamo il campo a ogni possibile sperimentazione sugli esseri umani, con tutte le conseguenze possibili a breve e lungo termine. Una volta aperta questa porta sarà molto difficile richiuderla. È un terreno estremamente pericoloso dove scienza ed etica si scontrano; un terreno che ha richiesto in passato il Codice di Norimberga e la Dichiarazione di Helsinki. La strada per violarli è quella dei piccoli passi… si inizia con qualcosa che da alcuni potrebbe anche essere accettato…”.

    Desidero dunque manifestarle la mia e nostra preoccupazione, anche in considerazione dei numerosi dati disponibili in letteratura che dimostrano un legame tra uso di antidepressivi SSRI e suicidio, e varie controindicazioni all’uso in gravidanza.

    Sinceramente,

    Silvio De Fanti
    Vicepresidente del Comitato dei Cittadini per i diritti Umani Onlus

    Riferimenti Fra gli oltre 17 avvisi pubblicati da varie agenzie di farmacovigilanza nel mondo segnaliamo:

    14/12/2011: La FDA dirama un comunicato avvertendo di potenziali rischi cardiaci e polmonari associati all’uso di fluoxetina in gravidanza
    01/04/2011: La FDA dirama un comunicato avvertendo di rischi associati all’assunzione di fluoxetina nei primi tre mesi di vita. Nello stesso comunicato, s’invitano i produttori a includere i seguenti rischi collaterali: disturbi dell’equilibrio, sanguinamento ginecologico, ipotensione, ecc.”
    Settembre 2010: MedSfe (Nuova Zelanda) avvisa di potenziali rischi per i nascituri in conseguenza dell’assunzione di Prozac in gravidanza, incluso il rischio di parto prematuro e sintomi di astinenza nel nascituro
    01/03/2010: L’agenzia britannica di farmacovigilanza ribadisce il rischio di difetti cardiaci di nascita dovuti all’assunzione di Prozac nei primi tre mesi di gravidanza
    2008 - Europa: la Pharamacovigilance Working Party (partner autorizzato dalla UE) denuncia i rischi di suicidio associati all’uso di antidepressivi SSRI
    02/05/2007: Avviso FDA: rischio di suicidio associato all’uso di antidepressivi SSRI
    19/08/2005: La Commissione della Comunità Europea riconosce il rischio di suicidio
    http://napoli.repubblica.it/cronaca/...oli-131382787/
    http://www.corriere.it/salute/pediat...9b3d9bfb.shtml
    http://www.cronacasociale.it/wp/proz...-nuovo-orrore/

    C'è una lettera di protesta per le autorità competenti.
    https://www.ccdu.org/sites/default/f....per_invio.pdf

  8. #23
    Administrator Pinguino reale L'avatar di zioudino
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    Quote Originariamente inviato da Paolo Roat Visualizza il messaggio
    Secondo il dott. Roberto Cestari, medico e Presidente dello scrivente comitato: “La sindrome di Down è una anomalia genetica del cromosoma 21. Non esiste alcuna possibilità per la scienza medica attuale di intervenire a livello genetico e riportare alla normalità l’intero corredo genetico, tantomeno, ovviamente, con la fluoxetina. Si tratta pertanto di un intervento sperimentale atto casomai alla modificazione del comportamento.
    Buongiorno signor Paolo.
    Il vostro comitato sta sicuramente svolgendo un lavoro in difesa dei cittadini, però mi sembra che ci sia qualche inesattezza nella lettera che lei ci presenta.
    La dottoressa Bartesaghi, citata da lei, nella stessa intervista dalla quale viene estratto e riportato solo la parte finale, dice anche che nel cervello con sindrome di Down c’è un difetto nel neurotrasmettitore serotonina, che è importantissimo per la maturazione cerebrale e la neurogenesi. Abbiamo quindi pensato che la fluoxetina, che inibisce la ricaptazione della serotonina mantenendola nel cervello, potesse dare benefici quindi non si parla di "guarire" dalla sindrome (sappiamo tutti che non è possibile). Io non mi sto schierando su questa sperimentazione, vorrei soltanto che chi invece lo vuole fare (come questo comitato) faccia uso di termini e concetti corretti.
    L'anatroccolo non diventa cigno ma vola lo stesso

  9. #24

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    D'accordo con te Zioudino.
    Non ho letto praticamente nulla su questa sperimentazione. Mia figlia è già grande, e i miei obiettivi sono altri.
    Devo dire che, quando era piccina, c'erano altre sperimentazioni e altre chimere, perchè in effetti nessuna mi risulta che abbia avuto un seguito. Ma tra essere realisti e sparare a zero su ogni cosa a prescindere, e spesso senza neppure documentarsi od utilizzare obiezioni valide, non mi sembra coerente con il metodo scientifico...

  10. #25

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    Anche io sono d'accordo con zioudino e drdlrz. Il tono della lettera mi sembra fazioso e le argomentazioni basate su dati allarmistici, come se solo gli effetti collaterali debbano essere presi in considerazione. Peraltro sembra mancare l'approfondimento su questi effetti collaterali, ad esempio: il rischio di cardiopatie associato alla fluoxetina aumenta se questa viene assunta nel primo trimestre di gravidanza. Normalmente la trisomia 21 viene scoperta alla fine del primo trimestre: la villocentesi si può fare dalla 11ma settimana e ne occorrono circa due per le colture (la tecnica rapida viene comunque confermata dalla coltura); il test sul DNA fetale nel sangue materno dalla 9 settimana, più tempi di risposta (in Italia intorno alle due settimane) e villocentesi o amniocentesi di conferma (al momento in Italia il test sul DNA è di screening). Non so se il trial prevede la continuazione o la sospensione del farmaco qualora si evidenzino malformazioni cardiache.
    Ritorno sul tono fazioso, perché, se è pur vero che la fluoxetina ha causato effetti paradossi documentati in età evolutiva chiamare il prozac "pillola del suicidio" è quantomeno scorretto verso lo scopo terapeutico del farmaco e verso, giusto per fare un esempio, le molte mamme che hanno sperimentato il "meltdown" in gravidanza per aver sospeso l'assunzione del farmaco temendo di danneggiare il bambino. Così hanno rischiato seriamente di suicidarsi con il piccolo in grembo...bisogna chiedersi qual è il male minore. Se il male maggiore è il farmaco per partito preso, secondo me, non ci siamo. Secondo me, ribadisco.

    Va sottolineato che prima di approvare un trial clinico, il comitato etico e scientifico valuta con rigore la qualità del progetto e i potenziali rischi e benefici del farmaco. I ricercatori si prendiono così una responsabilità enorme verso i pazienti coinvolti nella sperimentazione, il mondo scientifico eccetera, rischiando personalmente. Peraltro le pubblicazioni sono poi recensite da altri scienziati, lasciando poco spazio al caso.

    Le mie perplessità le ho espresse sopra, ammettendo però di non conoscere la metodologia del progetto.
    prendi il vento e guarda l'orizzonte...

  11. #26

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    io tendo sempre a mettere nella bilancia i pro e i contro delle cose...e in questo caso, visto che siamo ai primi albori, la bilancia tende dalla parte del no, perchè i rischi secondo me, sono maggiori rispetto ai pro, che non sono certi o documentati.
    La bellezza è nella diversità e nelle"diverse diversità" c'è la vera completezza.

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