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Discussione: La stanchezza

  1. #1

    Predefinito La stanchezza

    "La stanchezza dei genitori". Così mi viene da intitolare questo bellissimo e illuminante brano letto stamattina dal'ultimo libro di D.Pennac.
    Non parla di disabilità... ma certo ed a maggior ragione credo si applichi anche ad essa.

    "53 anni, 9 mesi, 24 giorni

    Bruno e Sylvie dopo la nascita di Grégoire. Il loro sfinimento di giovani genitori: notti spezzettate, sonno all’erta, ritmi interrotti, attenzione continua, preoccupazione polimorfa, momenti di agitazione (dov’è il biberon, il latte è troppo caldo, il latte è troppo freddo, oddio non c’è più latte! oddio il pannolino non è ancora asciutto!), tutto questo se lo aspettavano. La loro cultura li aveva preparati e immaginavano di saperlo d’istinto. Soprattutto Bruno. Ma la vera causa del loro sfinimento è un’altra. Quel che il presunto istinto genitoriale ha nascosto loro è l’incredibile sproporzione delle forze in campo. I neonati sviluppano un’energia non commensurabile alla nostra. Di fronte a queste vite in espansione, noi passiamo per vecchi sopravvissuti. Anche nelle peggiori dissolutezze, i giovani adulti risparmiano le forze. I neonati no. Energia predatrice allo stato puro, si abboffano spudoratamente. Senza sonno non c’è riposo. E di sonno, per l’appunto, ce n’è ben poco per i genitori. Sylvie è distrutta, Bruno, che s’impunta nel suo ruolo di padre modello, ha i nervi a fior di pelle; si sentono mangiati vivi dall’oggetto unico della loro attenzione. Senza ammetterlo – per carità di Dio, non avrebbero mai il coraggio di ammettere una cosa tanto orribile! – rimpiangono l’epoca non lontana in cui, “nel nostro ambiente”, come diceva la mamma che peraltro non ne faceva parte, la prole veniva affidata alla servitù. Secoli felici in cui i figli delle classi alte prosciugavano le mammelle del popolo. Anch’io, in fondo, sono stato tirato su da Violette. Nello stesso tempo, va da sé, si sciolgono davanti a Grégoire. Dopo tutto – ma anche questo, da genitori moderni, non se lo dicono –, il signorino è l’incarnazione del loro amore: in sala parto erano in due ad accoglierlo, e ora sono per sempre in tre. Quelle ditine traslucide, quelle guanciotte piene, quelle braccia e quei polpacci paffuti, quella panciotta tranquilla, quelle pieghe, quelle fossette, quelle chiappette sode da puttino, tutta questa compattezza pneumatica è il frutto del loro amore! E lo sguardo! A quale divinità muta appartiene lo sguardo che i neonati posano su di te senza battere ciglio? Su cosa si affacciano quegli occhi con la pupilla così nera, con l’iride così fissa? Su cosa si affacciano, dall’altra parte? Risposta: su tutti gli interrogativi futuri. Sulla sete inestinguibile di capire. Dopo il divoramento del corpo, i giovani genitori temono quello della mente. La loro stanchezza nasce dalla certezza che non finirà mai. Ma ssst... Le palpebre di Grégoire si abbassano... Grégoire si è addormentato... Sylvie lo posa nella culla con precauzioni bibliche. Perché l’astuzia suprema di quell’onnipotenza consiste nel farsi passare per il massimo della fragilità."

    Daniel Pennac – Storia di un corpo
    Non con la mole vincete o fallite ... siate il meglio di qualsiasi cosa siete
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  2. #2
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    ma che bello ! e che nostalgia... eh sì perchè la stanchezza permane, mentre sono quasi sparite tutte quelle cose che fanno sì che un neonato sia sempre e comunque semplicemente stupendo.
    Ma oltre alla fisicità, un bambino disabile cresce piano, anzi sembra non cresca mai... e questo da una parte acuisce il senso di stanchezza (le fasi genitoriali da cui gli altri escono in due anni, per noi durano forse cinque... o forse più??...) ma dall'altra accentua la tenerezza per quell'esserino che indifeso è forse sì e forse no, che sta diventando furbetto ma intanto si addormenta ancora come un lattante, che senza averti chiesto nulla...ti ha levato tutto
    Maddalena, mamma di Monica, 11 anni

  3. #3

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    Quote Originariamente inviato da maddy Visualizza il messaggio
    ...come un lattante, che senza averti chiesto nulla...ti ha levato tutto
    mi hai fatta sbellicare dalle risate!!!

  4. #4

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    Talvolta è dura tirare avanti con un figlio "normale"; relazionarsi con i nostri figli particolari è ancora più difficile, ma per fortuna il nostro amore di genitori ci aiuta, loro ci danno la forza.
    E' un percorso difficile il nostro... essere genitori di figli particolari... ma proprio per questo UNICI, anche se bisognosi di cure, di attenzioni... seppure per tutti è così e questi bambini e ragazzi ci insegnano ad amare ulteriormente , capire, comprendere di più, entrare nel loro universo è stupendo.
    Credo che il rapporto con i figli sia fatto di ansie, stress e paure e più li sentiamo vulnerabili e più le loro sensazioni diventano fondamentalmente nostre.
    A volte, essere genitori, come nel nostro caso, può significare stress permanente, ma voglio concludere con una frase rubata da Jean Jacques Rousseau: " La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce ".

  5. #5

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    "...I neonati sviluppano un’energia non commensurabile alla nostra.
    ...Perché l’astuzia suprema di quell’onnipotenza consiste nel farsi passare per il massimo della fragilità."

    Pennac é troppo bravo! in una frase riesce a racchiudere tutto un discorso!

    Ma secondo me la stanchezza non é maggiore per i nostri pinguini (vi farei passare una giornata con Aramis, 2 anni, normo, poi mi dite se siete stanchi!).
    Forse ci sono più preoccupazioni, forse é vero anche che le fasi durano più a lungo. ma qui parliamo di bebé. di quella fase in cui ti sembra che lui senza di te non possa sopravvivere, quella fase in cui non si stacca mai, mentalmente, nemmeno se riesci a "scappare" per un'oretta per andare a fare la spesa!
    Veronica, mamma di Luna (SDD 6), Aramis (4) e Eliot (15 mesi).

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