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Discussione: Zigulì...

  1. #16

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    Su Vanity Fair di questa settimana c'è un'articolo dedicato a questo libro. E' proprio vero che prima di giudicarlo occorre leggerlo, perchè leggendo i due articoli ho avuto due impressioni diverse di quest'uomo! Mah!
    Eve mamma di Eleonora 13 anni e Ale 20 anni

  2. #17
    Super Moderator Pinguino reale L'avatar di maddy
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    mi incuriosisce.... anche perchè...se non c'è amore non ci può essere rabbia, non credete?
    Maddalena, mamma di Monica, 11 anni

  3. #18

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    sì. Una rabbia così forte deriva sicuramente da un'amore immenso... altrimenti potresti in fondo "disinteressarti" (passatemi il termine), disimpegnarti emotivamente, delegare ad altri la gestione del figlio disabile.
    Se stai così, è perchè lo ami alla follia e non riesci a digerire l'ingiustizia che ha subito dalla vita e dalla natura.
    Ci sono persone che riescono ad amalgamare meglio i colori (e comunque il tempo in questo fa la sua parte), ed altre per cui il bianco e il nero rimangono separati nettamente.

  4. #19

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    L'amore ed il dolore vanno spesso a braccetto... e la rabbia non è di solito verso il figlio... ma verso la sua disabilità. E ha ragione Cri quando dice che se uno non ama non si arrabbia...
    Tuttavia...
    C'è un "tuttavia"...
    Io il libro l'ho letto (in un'ora o poco più!). Effettivamente come costruzione letteraria assomiglia molto a quel "Dove andiamo papà?" scritto da un comico francese di cui abbiamo parlato altrove... (ma con più rabbia e meno sorrisi) e le 192 pagine nominali, una volta eliminati i vuoti si riducono forse a 40... max 50. E' un libro sferzante... aria gelida appena usciti dal caldo tepore di una baita di montagna... schiaffo inaspettato ricevuto mentre attendi una carezza... insomma, un libro fatto per scuotere, più che per raccontare, commuovere o per dare ricette, soluzioni... o anche solo speranze. Ed in questo, lo ammetto... ci riesce bene... benissimo... forse troppo. Perchè si ferma lì... senza andare oltre, senza cercare di raccontarci dove sta il "trucco"... quello che sicuramente esiste se uno sta per otto anni ad accudire un figlio disabile grave... che gli permette di continuare ad andare avanti... e di farlo magari in modo positivo. Forse perchè l'autore sta ancora camminando in cerca di quel trucco... forse perchè non ce lo vuole far vedere... riservandoci quasi esclusivamente nel suo libro la faccia "dura" della medaglia. Un grido... di rabbia e di dolore, intriso di tanta sarcastica autoironia... pena e soluzione al tempo stesso. E' stato bello leggerlo...e non sta a me giudicare ovviamente (anche perchè mi immagino che sembrerebbe una soletta pubblicitaria del mio di libro! ) la qualità del contenuto. Vi dico solo che sicuramente vale la pena di leggerlo e di confrontarsi con esso ed il suo stile secco, asciutto, essenziale, onestamente crudele ma forse troppo "forte"... che non lascia spazio ai dubbi... che al contrario impregnano invece il mio racconto e la mia vita di padre disabile. Per completare il mio commento... direi che questo libro può essere molto utile a chi vive situazioni di sentimenti negativi nei confronti del proprio figlio disabile ed ha bisogno forse di non sentirsi solo in questo… ma ben difficilmente potrà rendere un servizio ai disabili… avvicinando il loro mondo, quello della disabilità appunto, a quello dei “normali”. L’impressione infatti è che dopo aver letto un’espressione così forte e cruda, pur se ricca di sarcasmo ed ironia, di rabbia interiore, condita di racconti di situazioni non certo edificanti (anch'io sono per non edulcorare la realtà... ma nemmeno per dipingerla solo nei suoi aspetti negativi!)… un lettore che non conosce il mondo della disabilità possa solo dire “Che c*** che non è capitato a me!”… senza avere il minimo desiderio di avvicinarsi maggiormente alle persone disabili che potrebbero essere alla sua… portata... anzi, forse avendo la tentazione di allontanarsene maggiormente.

    A questo mio commento postato altrove ha risposto così Franco Bomprezzi... che di disabilità e di scrittura... se ne intende:
    Bravissimo Alessandro, è la mia medesima impressione. Il settimanale Redazione Vita sta lavorando a questo tema, per costruire un'inchiesta a tutto campo, capace di registrare voci, opinioni, esperienze. Io mi occupo del libro... Vi consiglio di prenotare in edicola il prossimo numero.
    Aggiungo infine che a mio parere il fatto che un editore come Mondadori abbia scelto questa strada per parlare del tema della disabilità... ovviamente ha a che fare con il sicuro impatto che un simile approccio "eccessivo" può avere sui potenziali lettori... (è una legge di mercato), e non certo con finalità di carattere filantropico o di cultura. E questo a mio parere è un peccato... un'occasione persa per il nostro mondo... perchè un libro che avrà sicuramente una grossa diffusione e verrà letto da tantissime persone... non darà un messaggio "utile" al rapporto tra mondi che non si conoscono... ma forse addirittura controproducente...
    Non con la mole vincete o fallite ... siate il meglio di qualsiasi cosa siete
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  5. #20

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    Quote Originariamente inviato da drdlrz Visualizza il messaggio
    sì. Una rabbia così forte deriva sicuramente da un'amore immenso... altrimenti potresti in fondo "disinteressarti" (passatemi il termine), disimpegnarti emotivamente, delegare ad altri la gestione del figlio disabile.
    Se stai così, è perchè lo ami alla follia e non riesci a digerire l'ingiustizia che ha subito dalla vita e dalla natura.
    Ci sono persone che riescono ad amalgamare meglio i colori (e comunque il tempo in questo fa la sua parte), ed altre per cui il bianco e il nero rimangono separati nettamente.
    Concordo con te Cri per quanto riguarda il discorso rabbia/amore, ma ho un dubbio...non è che lui Prof in sociologia all'Università abbia una quantità di orgoglio per cui la "delusione" di aver generato un figlio fuori dai canoni lo abbia un tantino "irritato"??? Forse nel post prima ho sbagliato ad usare la parola "giudicare", perchè lungi da me giudicare una situazione così particolare. Mi sembra giusto che ognuno esprima il proprio "sentire", ma come dice Sandro, questo libro non sarà letto con lo spirito di condivisione o avvicinamento, o semplicemente di conoscenza del mondo disabilità.
    Eve mamma di Eleonora 13 anni e Ale 20 anni

  6. #21

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    Quote Originariamente inviato da evele Visualizza il messaggio
    Concordo con te Cri per quanto riguarda il discorso rabbia/amore, ma ho un dubbio...non è che lui Prof in sociologia all'Università abbia una quantità di orgoglio per cui la "delusione" di aver generato un figlio fuori dai canoni lo abbia un tantino "irritato"???
    Guarda, quando è nata Lucrezia ho pensato immediatamente: "oddio, il ritardo mentale no... qualsiasi altro handicap ma non quello!!!".
    Per me, che avevo fatto dell'intelletto un dio, tutto era sopportabile ma non la disabilità intellettiva. Quale limitazione poteva essere maggiore, per la persona che ne è affetta e per chi non riuscirà mai a stabilire con essa un rapporto anche solo minimamente soddisfacente???
    Poi, purtroppo, la vita mi ha messo di fronte in famiglia ad una gravissima disabilità fisica, e la mia opinione è - anche se solo parzialmente - mutata.
    Però, certo, non mi meraviglierei che per una persona molto cerebrale, che attribuisce un'mportanza primaria all'intelletto, una grave disabilità intellettiva possa essere il peggiore dei mali per il proprio figlio, e quindi che sia ancor più insostenibile e che la sua rabbia si sia elevata all'ennesima potenza.
    Anche io sono stata (e in parte sono ancora, ma in piccolissima parte rispetto a quanto ero) molto molto arrabbiata. Arrabbiatissima. Proprio incazzata nera. A maggior ragione mi sento vicina a questo padre.

  7. #22

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    Quote Originariamente inviato da aledario Visualizza il messaggio
    … un lettore che non conosce il mondo della disabilità possa solo dire “Che c*** che non è capitato a me!”… senza avere il minimo desiderio di avvicinarsi maggiormente alle persone disabili che potrebbero essere alla sua… portata... anzi, forse avendo la tentazione di allontanarsene maggiormente.

    ............un'occasione persa per il nostro mondo... perchè un libro che avrà sicuramente una grossa diffusione e verrà letto da tantissime persone... non darà un messaggio "utile" al rapporto tra mondi che non si conoscono... ma forse addirittura controproducente...
    Sandro non so se ci debba essere per forza un messaggio utilie per il nostro mondo, nel senso che questo libro è un "urlo di rabbia", un "sfreccia scagliata con forza contro il nemico", un "pugno liberatorio contro il muro", un'energia inglobata in un gesto "esplosivo" per non far implodere chi la possiede...questa mi sembra la sua funzione.
    Forse fa pensare a chi non ha handicap in casa di essere vermamente fortunati (e perchè non è vero???), ma per chi prova questa rabbia immensa fa sentire FORSE meno "in colpa", meno "soli", più "normali" e forse per l'autore allevia la rabbia stessa...
    Fa rumore camminare tra gli ostacoli del cuore! (Ligabue - Gli ostacoli del cuore)

  8. #23

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    Quote Originariamente inviato da Laura74 Visualizza il messaggio
    Sandro non so se ci debba essere per forza un messaggio utilie per il nostro mondo, nel senso che questo libro è un "urlo di rabbia", un "sfreccia scagliata con forza contro il nemico", un "pugno liberatorio contro il muro", un'energia inglobata in un gesto "esplosivo" per non far implodere chi la possiede...questa mi sembra la sua funzione.
    Forse fa pensare a chi non ha handicap in casa di essere vermamente fortunati (e perchè non è vero???), ma per chi prova questa rabbia immensa fa sentire FORSE meno "in colpa", meno "soli", più "normali" e forse per l'autore allevia la rabbia stessa...
    D'accordissimo Laura... sull'utilità intrinseca dello scrivere... per chi scrive ... ed anche per chi legge "ritrovandosi" nell'esperienza dell'Autore. Ma nel nostro caso di genitori "disabili" io credo anche che lo scrivere con l'idea di farsi leggere (e chi pubblica un libro non può certo dire che lo fa solo per se stesso!), non possa prescindere dalla considerazione e dalla responsabilità che così facendo "lancia" un messaggio... un messaggio che può essere o meno positivo ma soprattutto accattivante nei confronti di una persona che non conosce il mondo della disabilità. Ecco che allora secondo me è semplicemente controproducente e forse anche un tantino ipocrita fare l'incazzato perchè il mondo non considera o emargina tuo figlio, mentre dipingi la sua disabilità come una realtà che genera anche in te che sei suo genitore solo rabbia ed altri sentimenti non proprio edificanti. E' una contraddizione in termini... o quantomeno è l'avvallo dell'atteggiamento del mondo. Io credo che sia giusto gridare la propria rabbia se questa esiste... l'ho fatto anch'io... ma al tempo stesso sia doveroso giustificare perchè tutto sommato accanto a questi figli ci siamo stati e ci stiamo. A meno che il nostro scopo in realtà non sia proprio quello invece di essere noi, per esempio, e non la Danimarca come ha appena dichiarato orgogliosamente... il primo Paese che potrà vantarsi di essere (intorno al 2030)... "Down free"!
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  9. #24

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    Quote Originariamente inviato da aledario Visualizza il messaggio
    forse anche un tantino ipocrita fare l'incazzato perchè il mondo non considera o emargina tuo figlio, mentre dipingi la sua disabilità come una realtà che genera anche in te che sei suo genitore solo rabbia ed altri sentimenti non proprio edificanti. E' una contraddizione in termini...
    e se fosse l'emarginazione della società ad essere il primo "motore della rabbia"? personalmente è questo uno degli aspetti che mi causano più dolore e più inc.......a. Se mia figlia avesse meno barriere e la società fosse più propensa nel vederla solo per ciò che è "una bambina" CON un handicap, ma in primis una bambina, se ci fosse più "abitudine" al diverso, molta della mia rabbia non esisterebbe.
    In questo conocrdo con te,e ne abbiamo parlato altre volte, che è solo "facendo conoscere il nostro mondo" senza imporlo, ma proponendolo che forse si possono fare dei passi avanti. Ma nel proporlo non si può tacere qust'aspetto.

    Certo qui varrebbe la pena di aprire un altro post:
    cosa ci spinge ad essere così arrabbiati?
    la società che emargina?
    un handicap che mutila (si dice così???) un aspetto dei nostri figli che per NOI è vitale? (l'intelletto per es...)
    il futuro incerto?
    la non conoscenza....
    e chissà quante altre cose...
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  10. #25
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    Quote Originariamente inviato da aledario Visualizza il messaggio
    ma al tempo stesso sia doveroso giustificare perchè tutto sommato accanto a questi figli ci siamo stati e ci stiamo.
    Secondo me non c'è proprio nulla da giustificare: ci stiamo perchè sono nostri figli, li abbiamo fatti noi, potendo scegliere li avremmo fatti normali, in primis per loro.
    A dire il vero, personalmente sento più ipocrita il meglio Down/disabile che normale, che un atteggiamento di rabbia verso la disabilità del proprio figlio e contestuale atteggiamento di indifferenza di tutto quello che gli gravita attorno se non quando c'è un tornaconto economico
    Ma nessuno ha pensato che quest'uomo (sociologo) possa aver pubblicato questo libro (edito da Mondadori mi pare) semplicemente con l'intento di venderne tante copie con un'accurata operazione di marketing alle spalle?
    Sì lo so: ho un cinismo alle stelle
    "Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono e per questo si chiama presente"

  11. #26

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    Quote Originariamente inviato da paola Visualizza il messaggio
    ...Ma nessuno ha pensato che quest'uomo (sociologo) possa aver pubblicato questo libro (edito da Mondadori mi pare) semplicemente con l'intento di venderne tante copie con un'accurata operazione di marketing alle spalle?
    Sì lo so: ho un cinismo alle stelle
    ma anche se fosse, ci ha dato la possibilità cmq di fare delle riflessioni, SENZA COMPRARE IL LIBRO, quindi ha cmq un'utilità sociale oltre agli utili per l'autore e la sua casa editrice
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  12. #27

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    Quote Originariamente inviato da paola Visualizza il messaggio
    Ma nessuno ha pensato che quest'uomo (sociologo) possa aver pubblicato questo libro (edito da Mondadori mi pare) semplicemente con l'intento di venderne tante copie con un'accurata operazione di marketing alle spalle?
    Sì lo so: ho un cinismo alle stelle
    Sinceramente penso di no... anche dopo aver letto il libro. Parlo dell'Autore ovviamente... non dell'Editore che ha certamente nella vendita di più copie possibile di un determinato volume il suo obiettivo primario, anche in presenza di altri possibili intenti...
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  13. #28
    Administrator Pinguino reale L'avatar di paola
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    Quote Originariamente inviato da Laura74 Visualizza il messaggio
    ma anche se fosse, ci ha dato la possibilità cmq di fare delle riflessioni, SENZA COMPRARE IL LIBRO, quindi ha cmq un'utilità sociale oltre gli utili per l'autore e la sua casa editrice
    Giusto!
    "Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono e per questo si chiama presente"

  14. #29

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    secondo me con il libro si vede il punto di vista soggettivo di un padre verso suo figlio,ma non è l'esperienza di altri e mi ci metto anch'io; ognuno di noi reagisce in modo diverso alla nascita di un bambino che non entra nei canoni della "Normalità":ma mi chiedo cos'è la Normalità?
    per trovare me stessa devo uscire da me stessa.devo cercare la mia identità in Dio e anche negli altri uomini.

  15. #30

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    Quote Originariamente inviato da paola Visualizza il messaggio
    Ma nessuno ha pensato che quest'uomo (sociologo) possa aver pubblicato questo libro (edito da Mondadori mi pare) semplicemente con l'intento di venderne tante copie con un'accurata operazione di marketing alle spalle?
    Sì lo so: ho un cinismo alle stelle
    Non preoccuparti Paola, su FB la mia prima idea è stata proprio questa
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